La Diga di Valfabbrica

Un’attesa durata 40 anni, dopo lavori su lavori e ritardi , ora finalmente la Diga Casanuova sul Chiascio, a Valfabbrica sta finalmente per entrare in servizio con l’inizio degli invasi sperimentali che precedono la definitiva entrata  a regime.

A distanza di molti anni dall’inizio dei lavori , sarà dunque possibile dare vita ad un’opera strategica per il sistema irriguo ed idrico dell’Umbria, nonché per il turismo della zona.

Questo impianto è il settimo in Europa per capacità di invaso, con una capacità di 224 milioni di metri cubi di acqua, con una lunghezza di 20 chilometri e superficie lacustre di 9 chilometri quadrati. I benefici offerti dall’infrastruttura riguarderanno oltre il 70 per cento del territorio umbro. Una vera e proprio banca dell’oro azzurro – l’acqua – che ha un duplice scopo: preservare i fiumi e il Trasimeno – meno attingimenti – e garantire all’economia umbra una infrastruttura che per decenni garantirà benessere.

In un momento di grave crisi economica e di cambiamenti climatici, mai come oggi la funzionalità della Diga di Valfabbrica rappresenta il miglior acquisto per il rilancio e la crescita tutta la regione  e di un importante settore come l’agricoltura.

Dell’invaso di Valfabbrica  si parla sin dal 1920, quando si pensò che convogliare adeguatamente le acque del fiume Chiascio avrebbe permesso di approvvigionare per sempre i terreni agricoli di nove province tra Umbria e Toscana.

Ma  la realizzazione di un primo vero progetto risale agli anni ‘60, poi rivisto dieci anni dopo, quindi avviato con la concessione dell’appalto nel 1980 .

 L’anno seguente  iniziarono i lavori che si sono protratti fino al 1994 senza riuscire mai ad arrivare al taglio del nastro di inaugurazione , che inizialmente era previsto per il 31 dicembre 2017 , ma slittato a causa di questioni tecniche e legali che  hanno bloccato l’avanzamento dell’opera, in gran parte eretta ma non ancora collaudata .

Il progetto ha inoltre incontrato l’opposizione dell’Associazione Italia Nostra (associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione) in ragione dei rischi connessi alla sismicità della zona.

In  55 anni la diga di Valfabbrica è costata complessivamente 100 milioni di euro. Nel 2013 sono stati stanziati ulteriori 43 milioni di euro per sistemare la sponda idraulica destra dell’invaso, in modo che possa così definitivamente entrare in funzione.

L’utilizzo di questa straordinaria ‘banca dell’acqua’ sarà fondamentale per l’intera economia della regione e svilupperà un circuito virtuoso della disponibilità della risorsa idrica, sia in termini di rispetto ambientale che di fruibilità naturalistica dei sistemi fluviali dell’area i quali, in tal modo, resterebbero liberati dagli attingimenti.

Occhi puntati anche sul turismo .

La diga porterà molti visitatori sia dall’Italia che dall’estero  e di questo potranno beneficiare le strutture ricettive e ristorazione della zona  e dell’intera  regione.

La Diga sul Chiascio risponde alle linee guida a livello mondiale per l’ottimizzazione e il corretto utilizzo della risorsa acqua, quale patrimonio dell’umanità.

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